Notizie

immagine Optima Salute: in farmacia il numero di Novembre 2020

Optima Salute: in farmacia il numero di Novembre 2020

Nel numero di Novembre 2020:

  • Speciale Valore Salute: Impariamo a riconoscere il diabete.
  • Dossier: I segreti della longevità.
  • Il cuore al freddo.
  • Ad ogni patologia la sua attività motoria.
  • Ipocondria, l'ansia per le malattie.
  • I due volti dei Superfood.
  • Seno più sodo senza bisturi.
  • Il tesoro delle api.
  • Do you Woga?

Leggi la rivista on line

immagine Arriva caldo, Ministero mette in campo programma Estate Sicura

Arriva caldo, Ministero mette in campo programma Estate Sicura

''In previsione di possibili incrementi di temperatura collegati all'approssimarsi della stagione estiva che potrebbero costituire soprattutto per le fasce piu' vulnerabili della popolazione un rischio per la salute, il Ministero ha varato anche quest'anno, a supporto delle iniziative locali, il Programma Nazionale di Prevenzione ''Estate sicura 2013'' ed ha reso disponibili sul sito istituzionale informazioni e consigli sulle misure generali da adottare per affrontare il caldo senza rischi''.

Lo annuncia in una nota il ministro Lorenzin, specificando che ''nell'ambito del programma e' operativo nelle principali citta' il Sistema nazionale di Previsione e Allarme per ondate di calore, che consente di individuare, con un anticipo di almeno 72 ore le condizioni meteo-climatiche che possono avere un impatto significativo sulla salute delle categorie piu' esposte, consentendo alle autorita' locali di attivare sul territorio piani di sorveglianza e prevenzione nei confronti delle fasce di popolazione piu' a rischio (anziani fragili, malati cronici, neonati e bambini piccoli, i senza fissa dimora)''.

Ad oggi i diversi modelli di previsione stagionale indicano sul territorio nazionale valori di temperatura confrontabili alla media stagionale con possibili incrementi al disopra delle medie, specialmente in alcune aree del centro-sud e nelle isole. L'ultima previsione del Sistema Nazionale di Previsione e Allarme per ondate di calore del Ministero della Salute non segnala l'arrivo di ondate di calore fino alla fine di questa settimana.

Sulla base dei modelli di previsione stagionale vengono elaborati dei bollettini giornalieri sui possibili effetti per la salute, su una scala che va dal livello ''zero'', corrispondente all'assenza di rischio, al livello ''tre'', che prevede condizioni di rischio elevato e persistente per tre o piu' giorni consecutivi.

Per l'estate 2013 il Sistema e' operativo dal 1 giugno al 15 settembre 2013 in 27 citta' italiane (Ancona, Bari, Bologna, Bolzano, Brescia, Cagliari, Campobasso, Catania, Civitavecchia, Firenze, Frosinone, Genova, Latina, Messina, Milano, Napoli, Palermo, Perugia, Pescara, Reggio Calabria, Rieti, Roma, Torino, Trieste, Venezia, Verona, Viterbo), mentre in 34 citta' sono disponibili piani di prevenzione locali, con una copertura di circa il 90% della popolazione di eta' maggiore a 65 anni residente nelle aree urbane.

Sul portale del Ministero www.salute.gov.it e' disponibile un'area dedicata al tema ondate di calore rivolta ai cittadini, agli operatori ed ai soggetti istituzionali, che fornisce giornalmente informazioni sulle previsioni del caldo estremo (bollettini giornalieri), sulle misure di prevenzione per affrontare l'afa rivolte in particolare alle persone piu' fragili e agli altri gruppi di popolazione a rischio. Sul sito oltre alle previsioni delle ondate di calore e' possibile consultare opuscoli, Faq (domande e risposte), linee di indirizzo e raccomandazioni agli operatori. Al riguardo, si sottolinea che quest'anno le Linee di indirizzo per la prevenzione degli effetti del caldo sulla salute sono state aggiornate. Il documento e' rivolto a Regioni, Province, Comuni, ai medici di medicina generale, ai medici ospedalieri e in generale a tutti gli operatori socio sanitari coinvolti nell'assistenza e nella gestione della popolazione a rischio.

(Fonte: SaluteOggi - ASCA.it)

immagine Cibo: la dieta? in coppia e' meglio per 1 italiano su 3

Cibo: la dieta? in coppia e' meglio per 1 italiano su 3

La dieta, si sa, e' un percorso impegnativo che la maggior parte degli italiani teme e rimanda il piu' a lungo possibile. Ma, se la fatica di perdere qualche chilo e' condivisa con il proprio compagno, mettersi a dieta diventa piu' semplice: avere un obiettivo comune, infatti, rende piu' forti e aiuta ad accettare con il sorriso sulle labbra qualche piccola rinuncia a tavola.

La pensa cosi' oltre un terzo (38,2%) degli utenti che hanno risposto al sondaggio del sito www.melarossa.it: dimagrire e' piu' facile se lo si fa in due perche' il pensiero di non essere da soli a lottare contro la pancetta fa crescere entusiasmo e motivazione.

Insomma, l'unione fa la forza, anche a dieta! E non solo perche' si condivide un obiettivo, ma anche perche' affrontare insieme i sacrifici allontana il rischio di sentirsi diversi o incompresi dal proprio compagno, fattori importantissimi per mantenere salda la propria motivazione: ''non c'e' niente di peggio che mangiare un'insalata mentre il tuo compagno divora lasagne e bistecca!'', dichiara il 18,8% degli utenti di Melarossa, riconoscendo che e' piu' facile cambiare le proprie abitudini alimentari se chi ci vive accanto si impegna a fare lo stesso, anziche' criticarci perche' al ristorante ordiniamo solo verdure grigliate (come sottolinea il 2,7% degli utenti).

Il supporto del proprio compagno, insomma, sembra essere una delle chiavi del successo della dieta di coppia, soprattutto quando la tentazione bussa alla nostra porta e la presenza di qualcuno che ci richiami all'ordine diventa fondamentale: per il 10,2% degli utenti, avere un compagno che li aiuti a non lasciarsi andare e ad essere meno incostanti e' un antidoto essenziale agli sgarri, sempre in agguato quando si cerca di dimagrire. E se proprio non si riesce a motivarsi l'uno l'altro e si sgarra entrambi, essere in due e' un modo per sentirsi meno in colpa perche' si e' scivolati sul tanto amato tiramisu' (3,2% delle risposte).

Come dire, mal comune, mezzo gaudio, anche a dieta.

Bellissimo anche festeggiare insieme i chili persi (8,6%), dividersi i compiti (''lui fa la spesa e i cucino'', ha risposto l'1,1% dei votanti), prendersi in giro su chi dimagrisce meno (1,1% delle risposte), una strategia per allentare la tensione e scherzare insieme sui capricci della bilancia, consapevoli che la dieta e' fatta di alti e bassi e che, se una settimana il peso non scende, non bisogna farne un dramma .

Ma c'e' anche il rovescio della medaglia: l'unione che non fa la forza ma, al contrario, indebolisce. Perche' il nostro compagno e' un golosone e finisce sempre per farci sgarrare mandando in fumo tutti i nostri sforzi per dimagrire (14,4% degli utenti), oppure perche' e' cosi' rigido e pignolo che stare a dieta con lui risulta piu' stressante che rinunciare al proprio dolce preferito (2,2%).

(Fonte: SaluteOggi - ASCA.it)

immagine Dermatologi, le rughe? Si combattono a tavola

Dermatologi, le rughe? Si combattono a tavola

Insalata di zucchine, straccetti di pollo, bollito misto al wasabi, pasta di farro alla mentuccia? Non sono solo succulenti ricette ma vere e proprie panacee contro l'invecchiamento della pelle. Lo afferma la riedizione del libro ''A tavola non si invecchia'' edito da Giunti e a firma di Pucci Romano e Gabriella Fabbrocini in collaborazione con Lorella Cuccarini.

Sempre piu' donne, soprattutto le giovanissime, ricorrono ad ''aiutini'' per cercare di vincere o comunque di ritardare la corsa contro il tempo della loro pelle. Del resto il settore dell'estetica medica e chirurgica non conosce crisi neppure... di questi tempi. Sono in vertiginoso aumento le donne europee che, oltre a creme supercostose, si concedono trattamenti estetici, lifting, filler.

Ma e' proprio necessario ricorrere a questi trattamenti artificiali per mantenere la pelle elastica e luminosa quando in realta' basterebbe seguire alcuni accorgimenti di carattere alimentare? Infatti, si sa, siamo quello che mangiamo ed e' importante dunque, soprattutto nel periodo estivo, iniziare a prediligere gli alimenti che oltre ad aiutarci a mantenerci in forma servono a conservare una pelle giovane e soprattutto sana. Esporci al sole incondizionatamente provoca alla nostra pelle uno stress eccessivo e un invecchiamento precoce secondo quanto dichiara Gabriella Fabbrocini, Docente di dermatologia e venereologia presso l'Universita' di Napoli Federico II: ''L'invecchiamento solare provoca elastosi solare, ossia uno sconvolgimento delle fibre elastiche, collagene e reticolari con conseguente perdita di tono e accentuazione delle terribili rughe''.

Ma, spiega la dermatologa, ''l'invecchiamento della pelle e' imputabile ai radicali liberi, che colpiscono le strutture piu' interne delle cellule danneggiandole e procurando uno stress, cioe' una rottura dell'equilibro all'interno di esse e questo comporta il rilassamento e la formazione delle rughe''. ''L'esposizione prolungata ai raggi solari e' un esempio di stress ossidativo che si compie ai danni della pelle, insieme al fumo di sigarette allo stress psicologico al consumo di alcol a una dieta ricca di grassi animali e all'abuso di farmaci. ''Una delle mosse strategiche per ritardare l'invecchiamento cutaneo e' un'alimentazione ricca di Vitamine A, vitamina E, nonche' minerali come zinco, potassio, selenio e molecole come flavonoidi e carotenoidi veri e propri paladini della giovinezza.

Tutte sostanze - evidenzia l'esperta - che ci permettono di mantenere una perfetta funzionalita' cellulare per proteggere dalle reazioni di ossidazione a catena innescate dai radicali liberi. Non dimentichiamo inoltre che il nostro corpo e' composto per i 2/3 di acqua, fondamentale dunque bere molto. Il consumo e la combinazione di alcuni di essi la scelta della modalita' di cottura, la quantita' degli alimenti consumati possono rappresentare una vera e propria strategia anti aging''.

(Fonte: SaluteOggi - ASCA.it)

immagine Fumo: sigaretta elettronica, 'tanto vapore per nulla?'

Fumo: sigaretta elettronica, 'tanto vapore per nulla?'

Sono questi i tratti del consumatore abituale di sigarette elettroniche in Italia. A tratteggiarli, una ricerca condotta dall'associazione I-Think dal titolo ''Tanto vapore per nulla? Il punto sulla sigaretta elettronica'', nella quale vengono presi in rassegna i principali studi scientifici, le disposizioni normative e i numeri relativi alla diffusione della e-cig in Italia e nel mondo. Una ricerca che intende stimolare il dibattito e offrire il proprio contributo verso un percorso normativo che regolamenti la crescente diffusione delle sigarette elettroniche nate in Cina nel 2003 e distribuite in Europa a partire dal 2006.

In Italia, secondo l'ANaFe, l'Associazione nazionale fumo elettronico, i fumatori di sigarette elettroniche sono circa un milione, per lo piu' giovani, che ricorrono alla e-cig in media 9 volte al giorno. E il loro numero e' in costante crescita: nel 2010, infatti, sono state vendute 750 mila sigarette elettroniche, per poi passare a un totale di 2,5 milioni nel 2011 e a 3,5 milioni nel 2012. Numeri sui quali ha influito anche la maggiore convenienza economica: per un fumatore medio la spesa annuale e' di 350 euro per le e-cig contro i 1.460 euro per le sigarette tradizionali. In pochi anni si e' cosi' sviluppato un nuovo mercato che conta oggi 1.500 punti vendita (entro la fine del 2013 potrebbero diventare 4 mila), un fatturato che nel solo 2012 ha raggiunto i 350 milioni di euro. Un settore che, tra strutture commerciali e produzione diretta, da' lavoro a 4 mila persone. Mentre a livello globale, il mercato della sigaretta elettronica raggiunge il miliardo e mezzo di euro.

Tra nicotina e aromi, secondo un'indagine Doxa-ISS-Istituto Mario Negri, i consumatori di sigarette elettroniche, sia abituali che occasionali, preferiscono in netta prevalenza le e-cig a base di nicotina (il 69,1% dei fumatori occasionali, il 93% di quelli abituali). Mentre sugli effetti che la e-cig ha avuto in Italia sul consumo di sigarette convenzionali, il 44,4% dei consumatori ha diminuito leggermente il numero di sigarette fumate, il 22,9% lo ha diminuito drasticamente, il 22,1% non ha modificato il proprio comportamento e il 10,6% ha smesso del tutto.

Dati che confermano l'urgenza di approfondire gli effetti sulla salute della sigaretta elettronica e la sua validita' come terapia per smettere di fumare. Questi i nodi della ricerca condotta da I-Think, che prende in rassegna le diverse posizioni assunte a livello internazionale sia dal punto di vista scientifico che normativo, non ancora concordanti nell'assimilare le e-cig a un prodotto farmaceutico o a un prodotto del tabacco. Una situazione delicata e complessa che nasce dall'assenza di trial clinici controllati, indipendenti e di grandi dimensioni, relativi agli effetti sul lungo termine delle sigarette elettroniche.

In particolare, dal punto di vista scientifico in Italia, sono stati condotti diversi studi e altri sono attualmente in via di svolgimento, tra i quali quelli dell'Universita' di Catania e dell'Istituto Europeo di Oncologia sull'uso della sigaretta elettronica per la disassuefazione. Mentre, per quanto riguarda il mercato, nel nostro paese e' totalmente liberalizzato, con obbligo del marchio CE con pericolosita' riconosciuta solo per le sigarette contenenti nicotina e divieto per i minori di diciotto anni - pertanto nelle scuole - oltre a essere sconsigliate alle donne in gravidanza e a quelle che allattano.

Da qui la necessita', secondo I-Think, di predisporre una proposta di legge ad hoc che promuova trial clinici, rigidi standard di produzione, distribuzione e di informazione, lotta al contrabbando, controllo sulle strategie pubblicitarie, divieto per i minori e sensibilizzazione sui corretti stili di vita.

(Fonte: SaluteOggi - ASCA.it)

immagine Integratori alimentari business da 7,5 mld, Italia primo mercato

Integratori alimentari business da 7,5 mld, Italia primo mercato

L'Italia e' il primo Paese in Europa Occidentale per la vendita di integratori alimentari.

Lo rivelano i dati della ricerca Euromonitor International's Passport per FederSalus, presentati a Senago (Milano). Nel 2012 gli integratori hanno sviluppato un valore pari a 7,5 miliardi di euro , con una crescita dell'1,5% rispetto al 2011. In questo contesto l'Italia e' al primo posto, con una quota a valore che supera 1,6 miliardi di euro. La categoria maggiormente acquistata e' quella delle vitamine, che ha fatto registrare vendite pari a 2 miliardi di euro, con una crescita dell'1% nel periodo 2007-2012: oltre 1,2 miliardi di euro derivano dalla vendita di multivitaminici.

La Farmacia e la Parafarmacia si confermano i canali di acquisto privilegiati, con una quota a valore pari al 62%, mentre nella Gdo si effettua il 21% delle vendite. Inizia ad assumere un certo rilievo la vendita su canali non tradizionali come internet, che raggiunge quota 17% e mostra un trend in costante crescita.

Nello specifico contesto nazionale, i dati positivi di mercato rilevati sono giustificati dalla costante attenzione verso la salute, che si sostanzia nella messa in pratica di strategie per mantenere e migliorare lo stato di benessere, tra cui l'adozione di comportamenti/stili di vita salutari e l'utilizzo di integratori. Secondo l'indagine ''La ricerca di benessere e il ruolo della farmacia. Le prospettive per le aziende che operano nel mondo della salute'', realizzata da GfK Eurisko per FederSalus, ben 3 italiani su 4 affermano di aver fatto ricorso nel corso dell'anno ad almeno un prodotto/integratore per il benessere personale e per gestire piccoli disturbi.

Il medico e il farmacista si confermano i referenti principali nella scelta dell'integratore. In particolare, al momento dell'acquisto in farmacia, l'attenzione del consumatore non e' soltanto focalizzata sul prodotto da comprare, ma sul processo e sull'esperienza di acquisto, che diviene un momento per prendersi cura di se' e per realizzare il proprio progetto di salute, innescando un confronto con il farmacista per acquisire nuove competenze sulla propria salute e sull'integratore selezionato. Sapere, essere consapevoli, saper scegliere e confrontare i prodotti, insomma sentirsi competenti, sono aspetti di un nuovo modello di consumo che gia' viene messo in atto al di fuori del mondo della salute, e si intreccia alla ricerca di notizie sul web: ben il 65% di chi naviga regolarmente su internet, infatti, si affida alla rete per reperire informazioni sulla salute.

(Fonte: SaluteOggi - ASCA.it)